Riflessioni psicologiche sulla rivolta di Minneapolis

Dal mio articolo per il blog per l’AntiDiplomatico “Mondo e Psicologia”

Citando studi sul comportamento umano, come quelli celeberrimi condotti dal maestro Erich Fromm, va sottolineato come nella sua visione del mondo l’aggressività difensiva fosse concepita come una reazione naturale che scaturisce nella misura in cui la libertà individuale è minacciata: questo tipo di aggressività è dunque al servizio della vita.

Quando però, a tale aggressività difensiva si uniscono elementi propri della distruttività, si passa ad una forma di aggressività distruttiva che ha come solo scopo l’annientamento. Essa ha più probabilità di esplodere quando l’individuo, isolato e oppresso all’interno di una società disumanizzata, spinto dal dolore, si abbandona a una violenza distruttiva propria di una non-vita.

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Riflessioni psicologiche sulla rivolta di Minneapolis

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